Il tessuto non tessuto: come definirlo

02 Ottobre 2015 - 12.33.48

Nontessuto con stampe a fantasiaCon il termine nonwoven (o “non tessuto”, come si dice in italiano) si identifica in realtà un'ampia categoria di materiali. Per brevità, possiamo definire con questo termine tutti quei materiali che, sia pure ricordando un tessuto per caratteristiche ed utilizzi, non sono stati ottenuti attraverso un vero processo di tessitura.

Ecco come lo definisce l'Enciclopedia Treccani (fonte: www.treccani.it/enciclopedia/non-tessuto)
NON TESSUTO:  Struttura tessile piana prodotta con tecnologie diverse dalla tessitura e dalla maglieria; consiste in un velo di fibre (per es., polipropilene, polyester, rayon viscosa) tenute insieme con procedimenti di collegamento meccanico, chimico, termico.

Proprio questa vastità di procedimenti produttivi rende impossibile dare una definizione univoca.
Dalle fibre che si incastrano fra di loro passando attraverso griglie di aghi, alle stoffe ottenute per fusione, tutto quello che non è formato dal tradizionale procedimento di tessitura rientra nell'ambito del tessuto non tessuto.
Neppure la EDANA, organismo internazionale europeo preposto al monitoraggio e al supporto dell'industria del non-woven, si sbilancia nel fornire una definizione esatta e si limita invece ad esaltarne le caratteristiche, fra cui la versatilità.

Questo non deve stupire, perché trattandosi di un prodotto sintetico (dove sia i materiali di partenza che il procedimento di creazione vengono stabiliti in base al tipo di output che si vuole ottenere) va da sé che, come ci piace ripetere, tutto è possibile con il nontessuto.

Ecco così che il futuro prodotto tessile potrà avere gradi di morbidezza, resistenza, assorbenza, anche molto elevate; essere flame retardant o totalmente ignifugo; raggiungere la leggerezza di un velo oppure avere uno spessore sufficiente ad essere impiegato nell'industria e nei mobilifici.

Il fattore fondamentale per il successo del nontessuto soprattutto all'inizio della sua storia è stato, però, il prezzo. Trovare un'alternativa economica ai materiali tessili tradizionali è stato fra i fattori chiave che hanno spinto la ricerca in laboratorio, negli anni ’30,  dei primi tessuti non tessuti di concezione moderna.

Spesso ci si dimentica, infatti, quanto sia laborioso e complesso il procedimento per ottenere un materiale tessile: si dovrà infatti prima ottenere il filato (procedimento costoso, sia che si tratti della creazione industriale di un filo di nylon che della coltivazione e lavorazione del cotone) e poi passare alla fase della tessitura vera e propria.

La possibilità di ottenere un materiale simile semplicemente “incollando” o fondendo  le fibre o altri procedimenti alternativi alla tessitura riesce ad abbattere i costi di produzione in modo sensibile ed ha determinato il rapido diffondersi del tessuto non tessuto in migliaia di impieghi quotidiani.

Più avanza la ricerca sui materiali, poi, più queste possibilità si ampliano; gli esempi di applicazione del nontessuto presente in questo sito può darvi un'idea della vastità delle applicazioni odierne.

 

di Gabriella Poggiali